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Da Memory Alpha.
Christine Chapel era un'infermiera a bordo della USS Enterprise, sotto il comando del Capitano James T. Kirk nel 2266.
[modifica] Gli inizi della carriera
La Chapel aveva abbandonato una carriera di bio-ricercatrice per un posto nella Flotta Stellare, nella speranza che, trovandosi in missione nello spazio profondo, avrebbe potuto ritrovare il suo fidanzato, il dottor Roger Korby, uno scienziato di fama, dato per disperso nella spedizione su Exo III dal 2261.
Nel 2266, la Chapel ebbe il grado di tenente jg e venne assegnata alla USS Enterprise, in qualità di capo infermiera agli ordini dell'ufficiale medico capo, il dottor Leonard McCoy.
In data stellare 2712.4, l' Enterprise raggiunse Exo III. Korby venne ritrovato, e si scoprì che stava studiando e sfruttando una tecnologia molto sofisticata per la costruzione degli androidi, il lascito di una civiltà scomparsa da molto tempo. Korby aveva rimpiazzato il suo stesso corpo ormai danneggiato, trasferendo la sua personalità in un corpo androide, e si era costruito una compagna dalle sembianze perfette, Andrea. Dopo aver dato prova di instabilità mentale, l'androide Korby fu distrutto. All'inizio, la Chapel si dimostrò dubbiosa circa la sua permanenza a bordo, ma decise di rimanere sull' Enterprise per tutta la durata quinquennale della missione. (TOS: "Gli androidi del dottor Korby")
Oltre ad andar professionalmente d'accordo col dottor McCoy, la Chapel ebbe un buon rapporto anche con Uhura. (TOS: "Gli androidi del dottor Korby", "La sfida", "Umiliati per forza maggiore", "La ragnatela tholiana")
[modifica] La relazione con Spock
Sebbene fosse alla ricerca di Korby, la Chapel era profondamente infatuata dell'ufficiale scientifico mezzo Vulcaniano dell' Enterprise, Spock. L'attrazione provata dalla donna non interferì mai nei suoi doveri professionali, ma fu comunque una perenne fonte di tensione e frustrazione per tutta la durata della missione.
All'inizio, la Chapel tenne questi sentimenti per se stessa. Tuttavia, quando l'intossicazione Psi 2000 si sparse tra l'equipaggio dell' Enterprise, la Chapel confessò a Spock di amarlo, scioccandolo:
- "Io la amo, signor Spock. Lei, l'umano signor Spock... il Vulcaniano signor Spock... Io vedo cose... lei è così onesto. So come si sente. Lei li nasconde, ma ha dei sentimenti. Oh, come dev'essere ferito... torturato."
La Chapel insistette affinché Spock la chiamasse per nome, invece che per grado, cosa alla quale egli si dichiarò contrario. La Chapel non sapeva che l'incapacità di Spock di rapportarsi emotivamente a lei era ulteriormente complicata dal suo legame con T'Pring. In seguito alla cerimonia, durante la quale la sua fidanzata lo respinse in favore di un altro uomo, Spock subì un periodo di crisi emotive: la febbre del sangue conosciuta col nome di pon farr. La Chapel gli preparò la zuppa di plomeek, un piatto tradizionale vulcaniano. L'esperienza permise loro di parlare, seppur brevemente, della dichiarazione dei sentimenti della Chapel. Nonostante non potesse ricambiarla, la chiamò Christine per la prima volta. (TOS: "Al di là del tempo", "Il duello")
Il debole della Chapel per Spock non era un mistero per i membri dell'equipaggio, specialmente per il Capitano Kirk ed il dottor McCoy. Durante la convalescenza di Spock in seguito ad un incidente quasi mortale occorsogli su Neural, l'ufficiale medico associato, dottor M'Benga, sorprese la Chapel mentre teneva teneramente la mano di Spock, controllando - al contempo - il suo status medico sul display in infermeria. M'Benga fu comprensivo, nonostante il tentativo della donna di nascondere i propri sentimenti. In seguito, la Chapel aiutò Spock ospitandone l'essenza nel proprio corpo per impedire che Henoch lo uccidesse. (TOS: "Guerra privata", "Ritorno al domani")
Dopo tre anni dalla sua dichiarazione d'amore, la Chapel poté finalmente baciarlo. Sfortunatamente, la situazione fu dovuta ad una potente telecinesi, obbligando la Chapel ad ammettere che, nonostante avesse desiderato da tanto tempo essere in intimità col Vulcaniano, avrebbe voluto "fuggire via e morire" dall'umiliazione. (TOS: "Umiliati per forza maggiore")
